Origini, leggenda e significato

Storia del Daruma: origini, leggenda e significato

Il Daruma è una bambola tradizionale giapponese che rappresenta Bodhidharma, il monaco indiano considerato il fondatore del buddismo Zen. È diventato un simbolo di perseveranza e di realizzazione dei desideri. Secondo la tradizione, si dipinge il primo occhio esprimendo un obiettivo e si completa lo sguardo quando l’obiettivo è raggiunto.

Chi era Bodhidharma

Bodhidharma, in giapponese Daruma, è una figura a metà tra storia e leggenda. Era un monaco buddista vissuto tra il V e il VI secolo, originario dell’India, che secondo la tradizione portò in Cina gli insegnamenti da cui nacque il buddismo Chan, conosciuto in Giappone come Zen. Le fonti storiche su di lui sono poche. La sua figura è arrivata fino a noi soprattutto attraverso i racconti tramandati dai monasteri.

La leggenda dei nove anni di meditazione

La storia più famosa racconta che Bodhidharma meditò per nove anni davanti a una parete, senza mai interrompersi. Per la lunga immobilità, dice la leggenda, perse l’uso di braccia e gambe. È per questo che il Daruma ha una forma tonda, senza arti: un corpo raccolto su sé stesso, concentrato su un unico obiettivo.

Un’altra leggenda racconta che una notte Bodhidharma si addormentò durante la meditazione. Al risveglio, per non cedere più al sonno, si tagliò le palpebre e le gettò a terra. Nel punto in cui caddero sarebbero nate le prime piante di tè, la bevanda che da allora accompagna la meditazione dei monaci. Per questo il Daruma ha spesso occhi grandi e rotondi, sempre vigili.

Le origini della bambola Daruma in Giappone

La bambola Daruma come la conosciamo oggi nasce in Giappone nel periodo Edo (1603–1868). La tradizione la lega in particolare al tempio Shōrinzan Daruma-ji di Takasaki, nella prefettura di Gunma, che ancora oggi è considerato la patria dei Daruma.

Il rito degli occhi: come si usa il Daruma

Il Daruma tradizionale viene venduto con gli occhi bianchi, senza pupille. Il rito è semplice:

  1. Scegli un obiettivo e concentrati su di esso.
  2. Dipingi il primo occhio. Nella tradizione Daruma Conceptlife è l’occhio sinistro del Daruma, cioè quello che vedi alla tua destra guardandolo di fronte. È la tua promessa.
  3. Tieni il Daruma dove puoi vederlo ogni giorno. Il suo sguardo a metà ti ricorda l’impegno che hai preso.
  4. Quando l’obiettivo è raggiunto, dipingi il secondo occhio e ringrazia.

In Giappone, a fine anno, molti portano i propri Daruma al tempio, dove vengono bruciati in una cerimonia di ringraziamento. Puoi anche conservare il tuo come ricordo del traguardo raggiunto e sceglierne uno nuovo per il prossimo obiettivo.

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Il significato dei colori

Il Daruma tradizionale è rosso, colore legato alla buona sorte e alla protezione. Nel tempo sono nati Daruma di molti colori, ognuno associato a un desiderio diverso. Nei Daruma Conceptlife i colori sono otto:

Trovi tutti i dettagli nella guida al significato dei colori del Daruma.

Il Daruma oggi

Oggi il Daruma si trova nelle case, negli uffici e nei negozi giapponesi. Gli studenti lo usano prima degli esami, gli imprenditori all’inizio di un nuovo progetto, e i politici lo tengono durante le campagne elettorali: dipingono il secondo occhio la sera della vittoria. È un promemoria quotidiano di un’idea semplice: il potere di realizzare ciò che desideri è dentro di te.

I Daruma Conceptlife reinterpretano questo simbolo in chiave contemporanea: sono stampati in 3D in PLA da fonti rinnovabili, in otto colori, e con ognuno ricevi in regalo l’eBook «Il potere è dentro di te».

Domande frequenti sulla storia del Daruma

Rappresenta Bodhidharma, il monaco indiano vissuto tra il V e il VI secolo considerato il fondatore del buddismo Zen. “Daruma” è il suo nome in giapponese.

Secondo la leggenda, Bodhidharma meditò per nove anni senza mai muoversi e perse l’uso di braccia e gambe. La forma tonda del Daruma ricorda questa immagine di concentrazione assoluta.

La bambola nasce in Giappone nel periodo Edo. La tradizione la lega al tempio Shōrinzan Daruma-ji di Takasaki, nella prefettura di Gunma, considerata la patria dei Daruma.

Si dipinge il secondo occhio e si ringrazia. In Giappone molti lo portano al tempio a fine anno; puoi anche conservarlo come ricordo e sceglierne uno nuovo per il prossimo obiettivo.

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